Archivio per Tag: Storia

Cento anni dal genocidio del popolo armeno e un pallone

[Riceviamo e pubblichiamo. Una serie di istantanee raccolte da Dario Falcini ci raccontano il genocidio del popolo armeno, ricordato a cento anni di distanza, e le rivalse che hanno attraversato anche il mondo del calcio]

Fc Araks, Armenia, ca 1910

Fc Araks, Armenia, 1908

di Dario Falcini

La più nota tra le litanie armene inizia con Abrahamyan e termina con Petrosyan. Tra l’uno e l’altro è fatto divieto di incepparsi, nonostante vari attentati alla logopedia e abuso di patronimici.
Un paese che più di altri non aveva bisogno di eroi, e ne scoprì undici senza nemmeno cercarli, in un giorno di primavera del 1973. Fino ad allora il campionato sovietico era stato un giocattolo delle squadre di Mosca, al più la competitiva Ucraina o la prolifica scuola georgiana potevano ambire allo sgambetto.

Nell’anno 55 della Rivoluzione dei Soviet la provincia più estrema, divenuta squadra sotto i colori dell’Ararat Yerevan, conquistò un incredibile scudetto: l’orgoglio di un popolo schiacciato dallo stivale della storia esplose.

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Di calcio non si parla

[Riceviamo e pubblichiamo. Una bella recensione del saggio “Di calcio non si parla” di Francesca Serafini, inviataci dallo scrittore Gianni Montieri]

Copertina di Di calcio non si parla di F. Serafini

di Gianni Montieri

Di mio nonno che se la prendeva sempre con Beppe Savoldi perché ai tempi era il più forte, e non gli andava perdonato nulla. A Savoldi non bisognerebbe perdonare mai d’aver voluto cantare, qualche rigore sbagliato ci può stare. Di radioline attaccate all’orecchio, e le voci di Ameri e Ciotti e gli scusa Ciotti ma il Napoli si è portato in vantaggio. Di mia madre che ripete all’infinito: «E mo’ basta cu stu pallone». Di tutte le volte che almeno qui, almeno a cena, insomma è Natale, qui di calcio non si parla.

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For victory is our cry, storia di donne, pallottole e palloni

[Quella delle Dick Kerr's Ladies è la più grandiosa vicenda di calcio femminile della storia. Dopo un lungo lavoro di ricerca, Alessia Guglielmi ha scritto per noi questo articolo, di certo il più completo e documentato in lingua italiana. Risorse esterne e note al testo seguono in calce]

1920, Inghilterra-Francia, il bacio tra le capitane Alice Kell e Madeline Bracquemond

1920, Inghilterra-Francia, il bacio tra le capitane Alice Kell e Madeline Bracquemond

“When upon the field of play we go
Thousands come to cheer us on our way
And you will often hear them say
Who can beat Dick Kerr’s today?
When the ball is swinging merrily
Faces are all beaming happily
So play up girls and do your best
For victory is our cry”

di Alessia Guglielmi

Questa è una storia che va raccontata, se non altro perché è stata tacitata per quasi cento anni. È una storia di donne, pallottole e palloni, di una gloria calcistica interrotta e poi rimossa, di un gruppo di ragazze inglesi che sapevano e volevano giocare a calcio e dell’editto che letteralmente strappò loro le zolle da sotto i piedi. Se possiamo raccontarla oggi è solo perché, come spesso accade nella storia delle donne, la scrittura privata, i diari, i taccuini documentarono tutto. Due signore del Lancashire, Gail Newsham1 e Barbara Jacobs2, l’hanno raccolta, ricostruita e riportata al posto che merita: la Hall of Fame della storia del Football.

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Robin Hood meets Garibaldi

[Riceviamo e pubblichiamo. Roger Bromley, professore emerito della Nottingham University, che già aveva scritto per noi il meraviglioso Back home. Time, Memory and Football, ci ha inviato questo articolo sulla storia del Nottingham Forest FC e sui suoi legami con la figura di Giuseppe Garibaldi]

Nottingham Forest first team in 1884.  Back Row - T. Danks, C.J. Caborn, S.W. Widdowson, T. Lindley.  Middle Row - H. Billyeald, T. Hancock, F. Fox, A. Ward.  Front Row - S. Norman, J.E. Leighton, F.W. Beardsley, G. Unwin.  Photo courtesy of Nottinghamshire County Library Service

Nottingham Forest first team in 1884. Back Row – T. Danks, C.J. Caborn, S.W. Widdowson, T. Lindley. Middle Row – H. Billyeald, T. Hancock, F. Fox, A. Ward. Front Row – S. Norman, J.E. Leighton, F.W. Beardsley, G. Unwin.
Photo courtesy of Nottinghamshire County Library Service

di Roger Bromley

Ho vissuto a Nottingham per circa venti anni e durante questo periodo ho tifato Nottingham Forest. A volte, dopo prestazioni scarse della squadra, mi capitava di sentire i tifosi lasciare il campo borbottando «they’re not fit to wear the Garibaldi» [«non sono adatti a indossare la Garibaldi», NdT]. Questa frase ha continuato a intrigarmi per anni e, di recente, ho iniziato a cercare le origini della locuzione “the Garibaldi”. Che le maglie della squadra siano rosse costituisce un ovvio collegamento, ma mi chiedevo se fosse qualcosa di più che una semplice coincidenza. Le mie ricerche mi hanno portato indietro al 1865, anno in cui è stato fondato il Forest Football Club.

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Neoromantici e Premoderni

sui muri contro il calcio moderno?!

Quando comincia il calcio “moderno”? E dove finisce quello “romantico”?
Kaka che si riduce l’ingaggio da 10 a 4 milioni per tornare al Milan è calcio romantico? E gli eventi di Salernitana-Nocerina fanno parte di quello moderno?

Le domande non sono retoriche, chiarirsi sarebbe utile. Nella lingua comune, una certa sloganistica onnicomprensiva deborda in tutti gli ambiti del discorso pubblico, anche quelli teoricamente più elevati, figurarsi dunque se ci si può meravigliare che questo avvenga nei discorsi del pallone.

Certo, la confusione è grande. La perdita di senso, per progressivo svuotamento di parole e concetti, incombe. Inoltre la realtà, come ovvio, incalza e propone fatti e circostanze la cui lettura richiederebbe strumenti adeguati e vivacità culturale, per poter giungere a posizioni nette, non pacificate, da tradurre poi in scelte concrete. Comportamenti consapevoli, specie se collettivi.

Ma non solo siamo lontanissimi da tutto questo, non conosciamo nemmeno le domande.

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Dieci anni senza Manolo

[Riceviamo e pubblichiamo. Oggi ricorrono i dieci anni dalla scomparsa di Manuel Vázquez Montalbán. Alessandro Gori lo aveva intervistato nel 1997]

Manuel Vázquez Montalbán

di Alessandro Gori

Qualche giorno fa ho trovato per caso un articolo che fin dal titolo mi ha provocato un groppo in gola: «Diez años sin Manolo».

Mi era proprio sfuggito, sono trascorsi già dieci anni dal 18 ottobre del 2003, quando ci lasciava per sempre Manolo Vázquez Montalbán, colpito da un infarto durante lo scalo all’aeroporto di Bangkok rientrando dall’Australia.

Manolo era un intellettuale a tutto tondo, debordante autore di migliaia di articoli e centinaia di libri: giornalista, scrittore di successo, creatore dell’investigatore-buongustaio Pepe Carvalho, poeta e umorista, antifranchista che conobbe il carcere (come accadde a suo padre per lo stesso motivo), saggista e militante di sinistra, gourmet, ma anche innamorato di calcio e fanatico culé (tifoso del Barça).

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Maniman… centoventi anni di Grifone

[Di solito a Fútbologia evitiamo di glorificare una singola squadra. Ma la celebrazione della fondazione del più antico club d'Italia necessita di essere onorata. Lo fa per noi il direttore editoriale di China Files Simone Pieranni, esperto di questioni dell'Estremo Oriente, genovese e appassionato del Grifone. Manco a dirlo. NdR]

Genoa CFC 1983

Il 7 settembre 1893 (data di nascita di Mao Zedong) è la data di fondazione del Grifone, la società più antica d’Italia, quella che ha insegnato il calcio al paese, quando alcuni inglesi un po’ chic e classisti crearono il Genoa Cricket and Football Club.

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Il National Football Museum di Manchester

[Riceviamo e pubblichiamo il primo di una serie di reportage che Alessandro Gori regala a Fútbologia]

di Alessandro Gori

La passione per il Beautiful Game

Mi trovo di passaggio a Manchester verso lo storico appuntamento con la partita che l’Udinese giocherà questo giovedì ad Anfield [quella di ieri sera, sai che goduria, NdR].

Già quest’estate in un’altrettanto rapida visita alla città ero rimasto sorpreso nel sapere dell’apertura, il 6 luglio scorso, del National Football Museum. Un museo dedicato interamente al calcio, una vera delizia per gli appassionati (e non), il più grande al mondo nel suo genere.

120817 National Football Museum Manchester Continua la lettura

La figura dell’arbitro nella storia italiana di John Foot (prima parte)

[John Foot è uno storico italianista e insegna Storia Contemporanea al Dipartimento di Italiano dell'University College di Londra. Siamo molto felici di ospitare un suo contributo originale per Fútbologia, che pubblichiamo in due parti]

di John Foot

Particolare di litografia di Lorenzo D’Andrea

Le regole esistono ma non è facile interpretarle
Paul Ginsborg

Le leggi per i nemici si applicano, per gli amici si interpretano
Giovanni Giolitti

a. Lo Stato italiano e la sua legittimazione

Gli Stati necessitano di livelli significativi di legittimazione, salvo quei casi in cui siano governati mediante l’uso o la minaccia della forza. Come dice J. Habermas, un sistema politico “esige che la fiducia di massa sia il più possibile diffusa”. I cittadini devono nutrire un certo livello di fiducia nelle istituzioni dello Stato per accettarne il diritto a governare, riscuotere le tasse, far rispettare la legge e la legalità, combattere le guerre e garantire la formazione scolastica dei figli. Lo Stato italiano, sin dalla sua nascita, ha avuto una sorta di crisi di legittimazione semi-permanente. Le ‘regole del gioco’ non sono mai state accettate dalla maggioranza degli Italiani, come parte integrante di una gestione ‘razionale’ da parte dello Stato e del sistema politico. Al contrario, tali regole sono state parzialmente sostitute da un altro ‘codice’ non scritto che ha reso possibile istituzionalizzare la raccomandazione, il clientelismo, l’incapacità professionale e modi più informali di scambio e comportamento.

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