di Matteo Gatto
[Le immagini a corredo di questa recensione sono tratte dal progetto Hollandse velden (Campi olandesi) del 1995 di Hans van deer Meer]
Ci sono paesi molto facili da amare. Altri invece per essere amati richiedono tempo, dedizione e l’apprendimento di un’arte specifica. L’Olanda è uno di questi. David Winner (l’altro nomen omen della letteratura sportiva, assieme a John Foot) ha dedicato Brilliant Orange a mamma e papà, e poi a Hanny, «who taught me to love Holland». Hanny è stata la babysitter olandese di David, l’insegnante di cui c’è bisogno affinché si possa trovare la chiave per innamorarsi dell’Olanda.
