Archivio per autore: Simone Pieranni

Breve storia del calcio molotov

[stralcio ritrovato nei pressi del magazzino di un bar a Garbatella, Roma, tra il Vov e i gelati]

Stralcio del documento rinvenuto

di Anonimo Mediocampista

«La prima caratteristica di quel calcio che potremmo definire molotov, è il conflitto. Non si tratta solo di “scontro” con l’avversario sul campo, ma anche e soprattutto conflitto ideologico e politico. La squadra con più storia ideologica di conflitto è “molotov”. La garra, ad esempio, come testimonia lo scritto del 1952 di Orphée D’Amblanc detto “Bomba carta”, Per una storia del calcio rivoluzionario, altro non è che un prodromo del calcio molotov».

Scriveva così nel 1978 Lucius de Sofris, scrittore guatemalteco appassionato di calcio e celebre per il suo testamento, nel quale specificava che avrebbe avuto una discendenza di “potenziali equidistanti cialtronazzi”. Della sua opera così importante e rilevante per la storia del giuoco del calcio, è giunto solo l’ultimo capitolo, l’Atto Quinto.

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Maniman… centoventi anni di Grifone

[Di solito a Fútbologia evitiamo di glorificare una singola squadra. Ma la celebrazione della fondazione del più antico club d'Italia necessita di essere onorata. Lo fa per noi il direttore editoriale di China Files Simone Pieranni, esperto di questioni dell'Estremo Oriente, genovese e appassionato del Grifone. Manco a dirlo. NdR]

Genoa CFC 1983

Il 7 settembre 1893 (data di nascita di Mao Zedong) è la data di fondazione del Grifone, la società più antica d’Italia, quella che ha insegnato il calcio al paese, quando alcuni inglesi un po’ chic e classisti crearono il Genoa Cricket and Football Club.

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Il Grifone fragile

[Riceviamo e pubblichiamo. Fabrizio De André era malato di Genoa. È da poco uscito per i tipi di Limina il libro Il Grifone fragile di Tonino Cagnucci, in cui si racconta questa storia. Il nostro fratello futbologo Simone Pieranni, genoano, ci ha inviato questa recensione. Non diremo: "Oh, che bella!", leggendola capirete perché. NdR]

Copertina il Grifone fragile

di Simone Pieranni

Ci si salva a 27.
(Fabrizio De André)

“e ‘nte ‘na beretta neigra
a teu fotu da fantinn-a
pe puèi baxâ ancún Zena
‘nscià teu bucca in naftalin-a”
(Fabrizio De André, D’ä mæ riva)

Intanto vorrei dire a Tonino Cagnucci che ho preso Il Grifone Fragile (Limina, 2013) fresco fresco, ancora non lo avevano posizionato sugli scaffali, ho preso il treno, ho iniziato a leggere il libro e ho sbagliato stazione, sono sceso due fermate dopo. Ne ho approfittato per aspettare un altro treno, prenderlo e finire comodamente il libro.

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Pechino – Canton

[Riceviamo e pubblichiamo. Il giornalista Simone Pieranni, corrispondente dalla Cina per China Files, ci invia un breve racconto/reportage da Pechino, dove ha assistito alla partita di venerdì scorso tra due delle squadre ai vertici del campionato cinese. NdR]

Tifosi del Guoan

Intanto trattandosi di notizia di esteri, osservando come vengono trattate le notizie dagli esteri e specie dalla Cina sui media mainstream, vorrei elevare futbologia.org a media mainstream con uno scoop da par suo. Attenzione, tenetevi stretti che il vostro panorama culturale sta per essere ribaltato completamente.

La sera precedente al match tra Pechino e Canton all’interno dell’albergo che ospitava la compagine allenata da Marcello Lippi, il tecnico italiano ha improvvisamente chiamato al cellulare il suo assistente / interprete.

A Lippi non funzionava Internet in camera.

Eh?

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Scoglio è un futbologo

[Riceviamo e pubblichiamo. Oggi riccorre il settimo anniversario della scomparsa di Franco Scoglio, il Professore. In attesa di un altro reportage su China Files, un ricordo dal  fútbologo genoano in esilio a Est. NdR]

di Simone Pieranni

foto di Franco Scoglio

Cos’è un mito popolare? Canzone per il Professore.

Nel gennaio, l’11 per la precisione. 1999: Chiesa di Carignano a Genova.
Che per uno che arriva da Bolzaneto è il centro, i quartieri alti, dove stavano i ricchi. Mi ricordo la faccia della Nannini, persa tra pubblico e qualche fotografo, mentre il feretro usciva o forse entrava in Chiesa. Erano i funerali di Fabrizio De André. E dici De André e dici Genova. E’ facile, come dire pesto, macaia, mugugno, poesia, mare. E’ automatico: una folla, il popolo di Genova, che si raduna a salutare il suo cantore. Che ognuno pensa di conoscere meglio di ogni altro. Caldo e scuro, come disse qualcuno. Ma faceva freddo, tirava vento e tutto sommato si era tristi e allegri, perché il saluto era cocente nella sua forza.

Morirò cantando di Genova.

Ottobre, il 3 per la precisione. 2005: Chiesa di Carignano a Genova.
Che per uno che arriva da Milano, come emigrante genovese e deve prendersi un giorno di festa, sono sempre i quartieri alti. Mi ricordo la faccia di Onofri, che forse, anzi sicuramente era presente anche nel 1999. Ex capitano e libero del Genoa anni 80, confuso tra la folla ai funerali di Francesco Scoglio. E dire Scoglio, che era siciliano, era come dire Genoa. E’ facile come dire diagonale del rombo, ad minchiam,  Dobrowolsky (uno che poteva essere un Turgenev del centrocampo), Gesù Cristo rossoblu e un Dio tutto genoano. E’ automatico: una folla, il popolo di Genoa, che si raduna a salutare il suo Professore. Che ognuno pensava di conoscerlo meglio di chiunque altro. Eretico e cialtrone, come scrisse qualcuno. Non mi ricordo che tempo fosse, forse nuvoloso, o forse c’era il sole, come sui pensieri che hanno accompagnato la corsa sotto la gradinata dopo un insperato 2-0 a quelli là.

Morirò parlando di Genoa.

 

[Per questo blog Simone Pieranni scrive i meravigliosi China Soccer Files]

‘O presidente (China Soccer Files – 7)

Le regole del calcio italiano in Cina: alcuni highlights cinesi.

La prima immagine che scegliamo per questa sintesi pseudo calcistica e pseudo umana, che dovrebbe rappresentare la rappresentazione del calcio in Italia (uno sciame intelligente, tanto per scomodare a sproposito qualcuno) parte naturalmente dagli allenamenti. Perché, tanto per essere chiari, le squadre sono arrivate a Pechino una settimana prima. I nostri protagonisti, per un volta, non sono gli juventini, bensì la “compagine” (e così salutiamo pure Bruno Pizzul) del Napoli.

Un presidente in auto Continua la lettura

Voglio l’Hyatt!
(China Soccer Files – 6)

Nota.
Un post tecnico: come sta andando il campionato cinese e perché De Laurentis blatera. (mi perdonino i fratelli napoletani). E un saluto, un abbraccio, un daje e tutto quanto può arrivare da Pechino a Perugia a Fagiolino. E date sti soldi a futbologia, che tra poco vi arriva il salasso del Supporto Legale, pure.

Foto del Grand Hyatt di Pechino

Il Grand Hyatt di Pechino, uno degli hotel più lussosi al mondo

Mettiamola così: entra Drogba a inizio secondo tempo. A Guangzhou (l’altro, il Guangzhou RF, non quello di Lippi come ha riportato erroneamente la Gazza, ad esempio). Il pubblico applaude, fragoroso, quello avversario dico. L’arbitro è talmente emozionato che sorride, un po’ vergognoso, stringendogli in modo energico la mano. Comincia il secondo tempo, punizione per lo Shanghai da circa 40 metri. Drogba si muove, come a dire, faccio io.

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La diagonale del rombo
(China Soccer Files – 5)

La fuga è veloce, cioè mi metto le scarpe e sono già in strada: libere tutti.

Keita al Dalian, Drogba allo Shanghai, Kanoute al Beijing, Aiyegbeni al Guangzhou FC (i rivali del Guangzhou di Lippi: proprio questa domenica sconfitti nel derby, con un gol all’ultimo minuto, come nei migliori derby… specie se a segnare è uno “che non lo sapeva”).

Il campionato cinese si riempie di stelle straniere e ora, forse, qualche cinese penserà: si comincia a ragionare. Italiani nessuno, e questo è un segnale.

Un amico procuratore mi spiegava alcune cose a proposito. Intanto che la crisi economica si trasfigura anche nel calciomercato cinese. Vista la pochezza generale del torneo, le squadre desiderose di avere stranieri (che fanno esotico e come diremmo a Genova un po’ di sciato) ma che non possono permettersi di spendere tanto quanto i grandi club nazionali, virano su calciatori provenienti da campionati di nazioni in grave difficoltà economica. Ad esempio: i greci hanno parecchio mercato in Cina.

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Gēmen, un fratello (China Soccer Files – 4)

Nota giornalistica: il 12 agosto a Pechino si giocherà Napoli-Juventus. Che significa che i cinesi danno 5 milioni di euro: 2 alle squadre, 1 alla Lega. E pagano tutto: viaggio, alloggio, ecc.

Anelka in China

I cinesi, tra le altre cose (bussola, carta, ombrello e, tenetevi forte, la pizza!), ritengono anche di avere inventato il calcio. Non fate quella faccia, perché anche sul sito della Fifa c’è scritto che il primo segnale di qualcosa di vagamente simile al calcio è stato avvistato in Cina (andate a controllare, il link non ve lo do perché odio Blatter e non voglio regalargli accessi). Continua la lettura

I piedi (China Soccer Files – 3)

Children playing football in ChinaGirava una battuta tempo fa in Cina, che recentemente ho ascoltato in un baretto nato tra le viuzze delle parte storica di Pechino e che si chiama proprio “Bar Sport”. Diceva qualcosa tipo: «quello che manca ai calciatori cinesi per giocare al di fuori dell’Asia sono due cose: il piede destro e il piede sinistro».

Il livello del calcio cinese, quello della Super League, potrebbe essere paragonato alla serie B italiana attuale, ovvero una serie C degli anni 80 e 90. Al momento il calcio locale è anche di fronte ad alcune scelte molte importanti: proprio recentemente è stata stabilita la regola dei 7 stranieri, di cui solo 4 possono essere titolari. Continua la lettura

China Soccer Files – 2

Per dire: ieri è uscita questa notizia sui media cinesi. Un uomo si è sciroppato per 11 notti di fila tutte le partite dell’Europeo, che significa a mezzanotte la prima e alle due e quarantacinque la seconda. Si tratta di andare a letto alle cinque del mattino e svegliarsi verosimilmente tre ore dopo. O due.

È morto. È successo a Changsha (dove la prossima settimana partirà la nuova produzione Fiat in Cina, con tanto di maglioncino Marchionne presente: segnali?).

Ed è successo poco dopo che Balotelli la metteva contro l’Irlanda (o forse quando per gli strani giochi delle regole UEFA l’Italia era addirittura prima nel suo girone).

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China Soccer Files

Il ragazzino è un po’ sovrappeso. Mi ricordo quando a me infilavano il giubbettino antiproiettile. Nel mio passato ho un Vujadin Boskov che mi disse un giorno: devi perdere sei chili. Un paio di vite fa, forse tre.
Questo, gira per il campo, un po’ spaesato. Gli arriva una palla, bassa, innocua, si gira dall’altra parte. Ho accanto a me un ragazzo della scuola calcio e gli dico che, vedi che a quello bisogna fare i pantaloncini con le tasche, come il mitico Nicola Caccia.
foto di Maradona con bimbi in Cina Continua la lettura