Archivio per autore: El Pinta

Calcio a 45 giri. Un viaggio nel calcio attraverso gli inni delle squadre italiane di Scanna

Copertina del 45 giri I'm a football craxy di Long John Chinaglia

La copertina del 45 giri “I'm a football craxy” di Long John Chinaglia

Quello tra calcio e musica è un rapporto stretto e affascinante. Quando se ne parla è quasi automatico che la mente evochi le immagini dei grandi stadi inglesi, dove le hit della musica pop sono diventate inni ormai celebri che risuonano di curva in curva.

Dall’epico You’ll never walk alone, cantato dai tifosi del Liverpool, fino alla Just can’t get enough del Celtic Park. Passando per pezzi meno famosi come quella Liquidator fatta propria dai supporters del Chelsea.

Quello che forse molti non sanno è che anche in Italia, tra gli anni ‘60 e gli anni ‘80, c’è stata una solida tradizione di musica pop di argomento calcistico.

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400 palloni contro l’assedio israeliano

[Riceviamo e pubblichiamo questo post scritto dai comitati napoletani di sostegno alla Freedom Flotillia III che dal 4 al 6 ottobre farà tappa a Napoli prima di fare rotta verso la Palestina. A bordo del veliero Estelle ci sono 400 palloni per i bambini di Gaza]

foto della imbarcazione Estelle a Napoli“Il pallone è il tuo migliore amico”. Erano gli anni ’90, sugli schermi televisivi passavano i cartoni giapponesi e noi memorizzavamo questa massima di un giovane personaggio dei cartoon, calciatore nipponico capace delle più incredibili imprese sportive: Oliver Hutton.

Ogni pomeriggio, finita la puntata, scendevamo dai nostri palazzoni per andare a riempire piccoli spazi di asfalto che trasformavamo in campetti per dare due calci a quel nostro caro “amico”.

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Di solitudini, numeri, precariato e potere: sul Fantacalcio e le sue maschere

La nuova stagione del campionato di Serie A si è aperta ormai da due settimane e con essa si è rinnovato l’appuntamento che tanti appassionati aspettano con il Fantacalcio. Su Twitter e su Facebook si è scatenato un dibattito acceso tra detrattori ed entusiasti del gioco. Ripropongo qui due testi che descrivono altrettante figure fondamentali di questo gioco cosi controverso

di El_Pinta

Fantacalcio, prodotto sociale e mediatico tanto fondamentale quanto ancora scandalosamente ignorato dalla teoria critica e dalle belle lettere. Fino appunto allo studio scientemente sabotatore che ho il piacere di presentarvi.
@jumpinshark

L’uomo che compila le “probabili formazioni”
L’Italia, si sa, è un paese i cui abitanti sono noti per essere santi, poeti e navigatori. Ma anche commissari tecnici, 56 milioni per l’esattezza, se nel computo non consideriamo i cittadini stranieri che una semantica né santa né poetica definisce “irregolari o clandestini”. Continua la lettura

“Identità e appartenenza” Call for Paper per la rivista Lancillotto e Nausica

Ok, lo confesso. Troppa pressione, troppa tensione, ormai non vivo più. Il senso di colpa mi lacera. Meglio uscire allo scoperto. Ma sottovoce, piano piano: “non sono sempre stato un appassionato di pallone”.

Anzi, a dirla tutta per gran parte della mia vita del calcio non me ne è fregato un cazzo. Ventidue trogloditi che corrono dietro a un pallone strapagati per farlo. E la ggente non arriva a fine mese! Vergogna! Ladri! Buffoni! Peppe Crillo!!!

Ok ok, sto divagando, lo so. Cercavo solo di sottrarmi all’occhio implacabile del tribunale futbologico che ora di certo mi espellerà con disonore sottoponendomi all’ingloriosa prova televisiva. Se mi va bene un DASPO, se mi va male…la ghigliottina.

Però… Continua la lettura

Appunti sull’estetica della ripresa calcistica televisiva

Rimpianti e domande

Tra i progetti sognati e mai realizzati da Jean-Luc Godard c’era quello di dirigere le riprese della partita finale di un campionato del mondo di calcio. Sfortunatamente Godard non poté mai realizzare il suo sogno e noi cinefili e calciofili siamo stati privati di un’esperienza estetica che, anche sulla carta, mantiene intatto tutto il fascino del possibile.

Questa introduzione piena di rimpianti serve come preambolo per un discorso più ampio (sebbene limitato alla sola dimensione sincronica) sull’estetica della ripresa televisiva calcistica. In questo post cercheremo infatti di rispondere a domande quali: Come vediamo il calcio quando lo vediamo in televisione? Quali sono i punti di vista mobilitati e come vengono articolati per produrre il racconto di una determinata partita? Infine quali gli effetti di senso che si producono? Continua la lettura

Vedo il tempo nella foto: Luis Enrique, Mourinho, Guardiola back in the days

Qualche settimana fa, come spesso accade da quando lavoro come social media manager, stavo surfando (ehm) a grande velocità tra Facebook, Google+ e Twitter, quando, proprio su quest’ultimo, mi sono imbattuto nella fotografia che potete trovare qui sopra.

Tre uomini – vestiti con abbigliamento sportivo che definire vintage potrebbe essere azzardato e vecchio mi farebbe sentire tutto insieme il peso degli anni sul groppone, e che quindi mi limiterò a descrivere come demodé – camminano lungo una strada di cemento che sembra bagnata dalla pioggia. Quello più a sinistra dell’inquadratura guarda fisso davanti a sé, mentre quello al centro e quello a destra, come assorti nei loro pensieri, hanno lo sguardo fisso a terra. Continua la lettura

Sforbiciate di Fabrizio Gabrielli

Cos’è una sforbiciata?

Prima di tutto è un gesto tecnico e atletico del gioco del calcio. È un colpo aereo durante il quale il giocatore colpisce la palla incrociando le gambe (come, appunto, si incrociano le lame di una forbice) con il corpo parallelo al terreno. Spesso la sforbiciata viene a torto confusa con la rovesciata, ma si tratta di due concetti e gesti infine distinti.

La rovesciata è un salto nel buio, un esercizio di coordinazione privo di coordinate e affidato al caso: sia Continua la lettura