Polvere bianconera di stelle

La prima stella è per farti ammalare e morire / Morire d’amore
E la seconda è per lasciarti andare / E per farti tornare
In questa notte selvatica e acquatica / La terza stella è scomparsa
E riapparsa / Per farti stancare
(Francesco De Gregori – Tre stelle )

Uno tra gli spettacoli umani più avvilenti è quello offerto da chi si dice convinto del proprio valore e si dimostra però insicuro e insofferente quando non trova a confermarlo, in ogni occasione, un plaudente coro plebiscitario. A colpire è la totale incapacità di cogliere l’incongruenza; il ragionamento di fondo, del tutto incomprensibile, risulta infatti questo: mi dico certo di quanto valgo, ma solo a patto che me lo confermiate tutti. Come se un atto di fede personale, prova di coraggio, orgoglio e fiera solitudine, debba sempre valere meno di una confortevole pacca sulla spalla e un rassicurante “sì, hai proprio ragione tu: sei il migliore”. Cioè la più umiliante negazione della fiducia in se stessi.
Per questo da juventino, orgoglioso dei colori per cui tifo (1), ogni volta che vedo Andrea Agnelli in televisione mi avvilisco irrimediabilmente.

Come dovrei sentirmi di fronte a chi, da almeno un anno, si dichiara quotidianamente convinto di quanto la sua squadra ha saputo conquistare sul campo, a prescindere dalle decisioni della giustizia sportiva, per poi sentirsi obbligato a combattere una guerra di onorificenze, stemmi, scritte, foto ufficiali, conferenze stampa ed esibizionismo d’accatto? Come definire se non desolante la questione sulla terza stella, senza la quale evidentemente Andrea Agnelli, e quanti la pensano come lui, non sarebbero affatto sicuri del valore di quella Juventus, al di là delle porcherie commesse dalla vecchia dirigenza?
La questione, in fondo, è proprio questa: c’è stato un reato sportivo, è stato accertato e punito. Si può discutere del come, del quanto, o del perché, ma senza eludere la questione centrale: si accetta un campionato, le sue regole e la sua giustizia, perlomeno finchè ci si gioca. In caso contrario, con maggior coerenza, ci si dovrebbe iscrivere altrove, che di bei posti ne è pieno il mondo. Ma per un tifoso bianconero la sola cosa a non essere in discussione è il valore che quella squadra e quei giocatori, al di là dei favori ottenuti, hanno saputo dimostrare sul campo, in Italia e in Europa.

Scudetti o meno, la questione non dovrebbe cambiare, rimanendo del tutto personale la convinzione di come le cose sarebbero andate. La storia fatta coi se si accompagna sempre a innumerevoli spericolati interpreti. Inoltre vorrei poter credere che a un qualunque tifoso juventino, che nulla guadagna dalla propria passione, né stipendio né dividendi azionari, possa solo fare piacere l’allontanamento definitivo dal mondo del calcio di personaggi come Luciano Moggi. Tanto più se è davvero convinto che a parlare debba essere il campo e che il tifo per una maglia con coincida con l’intossicante venerazione per una proprietà. Quella stessa che oggi pretende, in desolante paradosso, che chi ne ha puniti i comportamenti le dia una pacca sulla spalla dicendole che “sì, hai proprio ragione tu: eravate i migliori”.

Vedere ora quella dirigenza, erede di chi ha permesso a un’arrogante conventicola di trasformare l’epica dello spogliatoio in pornografia del potere, infangare ulteriormente i colori di una maglia, trascinandola in puerili discussioni su timbri stellati e contabilità da pizzicagnoli, dimostra la reale statura di chi si crede proprietario di questo calcio. E di stellare sembra volerci offrire solo i prezzi di biglietti e gadget.

Per un tifoso cui interessa soprattutto il nobile gesto di chi in campo corre e suda, regalandogli sogni capaci di sopravvivere a innumerevoli stagioni (e alla chiara coscienza che il calcio è mercato), tutto questo diventa sempre più difficile da sopportare, mentre la notte che lo separa da un calcio migliore si fa sempre più buia. Altro che stelle.

(1) Una riflessione di Andrea Aloi sulla juventinità : Oddìo, non dividiamo juventini “veri” da juventini “annacquati”…

6 commenti su Polvere bianconera di stelle

  1. Elianto

    “La questione, in fondo, è proprio questa: c’è stato un reato sportivo, è stato accertato e punito”
    Niente di più falso.
    Le ultime sentenze dicono che nessun campionato è stato falsato.

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  2. Matt Pumpkin Autore del post

    E’ vero quello che dici: secondo una sentenza il campionato non è stato falsato, ma il reato di tentata frode sportiva commesso da Moggi rimane. E Moggi era il Ds della Juventus.
    Per me questo è soprattutto il punto.

    Mi spiego meglio: da tifoso di calcio, prima che juventino, considero vergognoso da parte di una società il permettere che un ds metta in scena comportamenti nei confronti di arbitri e altri tesserati come quelli tenuti da Moggi. In molti sostengono fosse prassi diffusa, e non incidente sul risultato, ma visto che a me non torna nulla a livello economico dalle vittorie della Juventus, se non la gioia del tifare calcio, preferirei sapere che *nella mia squadra* personaggi simili in non possono proprio mettere piede.

    Per questo considero la punizione alla società l’unica via per (tentare di) azzerare certe abitudini di chi per anni si è ritenuto onnipotente.
    Resta una valutazione personale, sia chiaro. Sicuramente gli ottimi avvocati degli Agnelli potranno dimostrare che quegli scudetti ci spettano. E magari anche un bel risarcimento per la retrocessione ingiusta.
    Però vedi, io vorrei continuare a tifare per qualche gol, parata, dribbling. Tifare per le vittorie giudiziarie, morali ed economiche di una dinastia industriale che si diverte col calcio dopo averlo ridotto ad espressione della propria arroganza, proprio non mi riesce.

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  3. El_Pinta

    Da interista ero umiliato quando Moratti parlava di complotti comprando gente del calibro di gresko. Da juventino sarei umiliato se il presidente della mia squadra, pur avendo la compagine destinata a dominare in Italia e in Europa nel prossimi 5 anni, andasse in giro a frignare ogni minuto perché non gli lasciano cucire tre stelle sulla maglietta.
    Sic transit gloria juventus

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  4. insane99

    Matt Pumpkin lei è un moralista, e questo posso perdonarlo, ma cosa ben più importante lei non conosce le carte, e questo, specie se è uno juventino, è imperdonabile.
    Vuol dimostrarmi il contrario? Mi spieghi allora in cosa consistevano i tentativi di frode sportiva attuati da Moggi?

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  5. BOMBER

    “[...] a un qualunque tifoso juventino, che nulla guadagna dalla propria passione, né stipendio né dividendi azionari, possa solo fare piacere l’allontanamento definitivo dal mondo del calcio di personaggi come Luciano Moggi. [..]”
    Ne siamo proprio sicuri? Conosco molti juventini che, tutt’ora, sostengono ed esaltano quel sistema o ne negano l’esistenza. Non si dimentica lo striscione: “il fine giustifica i mezzi”.
    Detto ciò fa comunque piacere sapere che ci sono anche dei tifosi onesti e oggettivi come l’autore dell’articolo. La juventus, e il calcio italiano, ha bisogno di gente così.

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