Fútbologia e il vil denaro

Mancano 70 4 giorni, siamo a 1745  2943 euri.

Il crowd funding per Futbologia sta andando a rilento. È un fatto.

Ci rendiamo conto che tanti non hanno le competenze per comprendere quanto possa costare realizzare il convegno così come lo abbiamo pensato. Per questo motivo è utile spiegare come saranno utilizzati i proventi delle donazioni.

Prima di partire ricordiamo un punto essenziale: le donazioni saranno restituite se la cifra di 20.000 euro non sarà raggiunta entro i 100 giorni previsti.

 

Le risorse materiali

Il progetto approvato da Eppela.com, il sito attraverso cui avviene la raccolta, riguarda il convegno che vorremmo organizzare a Bologna a fine ottobre: la “tre giorni futbologica” di cui parla Valerio Mastandrea nel video.

Un evento di queste dimensioni ha costi elevati. La cifra prevista li può coprire solo grazie al fatto che tante persone lavoreranno (e già lavorano) senza percepire alcun compenso – musicisti, autori, designer, sviluppatori web, fonici… – e perché avremo aiuti esterni per una parte delle attrezzature e della logistica.

Tuttavia molte altre cose non sono affatto gratuite: le sale, i trasporti, gli alberghi, le maglie, le sciarpe e il merchandising vario (promesso ai donatori), i manifesti, le locandine, le assicurazioni, la sicurezza, i consumabili e la cartoleria, il catering per ospiti e staff (almeno quello)… Infine c’è il 5% per il soggetto terzo che fa da garante per il crowd funding, nel nostro caso Eppela.

1. Agli ospiti bisogna pagare viaggio, vitto e alloggio. Si tratta di amici interessati al progetto e non partecipano per un tornaconto economico. Una quindicina di ospiti, parte dei quali provenienti dall’estero.
Con una media di circa 500€ a testa, a coprire le spese di viaggio e i quattro giorni di alloggio, fanno più di 7000 euro.

2. Questo tipo di evento comporta spese per security, service, trasporti locali, assicurazioni, utenze. L’evento si terrà durante un fine settimana, per consentire al maggior numero possibile di persone di partecipare: per questo saranno necessari turni di lavoro festivi straordinari da parte del personale che si occupa degli spazi.
Da un conto approssimativo, tutta questa parte necessita di circa 3500 euro.

3. Poi ci sono i materiali consumabili e la cartoleria, le spedizioni, il merchandising (maglie, sciarpe…) e il materiale di comunicazione (manifesti, locandine, adesivi). Abbiamo promesso t-shirt a tutte le donazioni superiori ai 10 euro: se si considera che una t-shirt serigrafata costa circa 8€ e ne servono almeno 700, arriviamo già a più di 5000.
Per tutta questa parte abbiamo allocato circa 7000 euro, e potrebbero non essere sufficienti, ma speriamo di rientrare in parte nell’investimento sul merchandising.

4. Infine ci sono la percentuale che spetta al soggetto terzo garante della raccolta di donazione – il 5% del totale – e un piccolo fondo a garanzia per gli imprevisti.
È qui che sono i restanti 2500.

Ricapitolando: 7000+3500+7000+2500 = € 20.000.
L’asticella – diceva Luca – è alta. Ma queste sono le dimensioni del convegno.

 

Cosa resta fuori?

Resta fuori tutto quello che avete visto in questi mesi: il lavoro sul blog e sui social network, il backoffice e i contatti che abbiamo mantenuto e stiamo mantenendo.
Il lavoro che lo staff svolge senza alcun corrispettivo economico, su base volontaria.

Le ore dedicate alla lettura di articoli, alla ricerca di collaboratori, la scelta dei titoli da recensire. Le ore dedicate alla costruzione di una comunità futbologica che vorremmo più grande e importante per tutti.
Il blog è molto più che il semplice “lancio” del convegno. Sta diventando giorno dopo giorno un ritrovo abituale per chi ama discutere di calcio con stile.

 

“Verso l’infinito, e oltre!”

Il convegno è il primo obiettivo, ma l’orizzonte ideale è mantenere vivo il discorso fútbologico tutto l’anno: attraverso il blog e organizzando eventi in altre città, con l’aiuto di tutti e se le forze ce lo consentiranno.

In questi mesi abbiamo scoperto realtà affamate di calcio. Ciascuna di queste realtà si confronta con problemi locali, vive le difficoltà di questa fase storica e non smette di lottare, che sia a Torino, Cagliari, Taranto, Pavia, Roma o Milano… È a loro che pensiamo quando ragioniamo su cosa fare in futuro, oltre il convegno.

Se avessimo da subito cercato l’aiuto di istituzioni, sponsor e padrini improvvisati di vario tipo sarebbe stato tutto più facile. Invece abbiamo scelto un finanziamento dal basso e trasparente, da ottenere tutti insieme. Quelli che organizzano, quelli che scrivono, quelli che leggono il blog, quelli che saranno a ottobre a Bologna e anche quelli che non ci saranno: ne leggeranno gli atti e forse saranno presenti o ci aiuteranno a organizzare Fútbologia altrove.

Ogni donazione su Eppela (l’offerta minima è di due euro) serve nella pratica a comprare un biglietto aereo o noleggiare delle sedie. In realtà dà fiato e gambe all’intero progetto.

Cerchiamo di fare rete con realtà simili alla nostra.
Lo sguardo rinnovato con cui le persone torneranno a guardare una partita di calcio, dopo essere rimaste piacevolmente intrappolate in questa rete, è un primo successo.
E la base per esperienze più importanti.

Christiano_

[il sito per le donazioni è sempre quello: eppela.com]

13 commenti su Fútbologia e il vil denaro

  1. Pingback: 100 giorni x finanziare Fútbologia. Appello di Valerio Mastandrea | Giap

  2. n0vak

    Avrei una domanda, le conferenze, i reading et simila, se ho capito bene avrebbero un costo di ingresso. Nel caso, quanto costerebbero indicativamente? Si potrebbe fare un abbonamento complessivo per 1-2-3 giorni?

    Rispondi
    1. xho

      Ciao Novak.
      Devo contraddirti: uno delle premesse, che evidentemente non emerge da questo post, ma avevamo già precisato altrove, è che l’accesso alle conferenze debba essere gratuito.
      In realtà pensiamo di riservare dei posti nelle prime file alle donazioni più elevate nel crowd funding (vedi la colonna a destra con i “premi” su Eppela).

      Per gli spettacoli serali invece potrebbe esserci un costo di accesso, comunque minimo e destinato a coprire quelle spese che non erano a budget.

      Rispondi
  3. edoardo

    Su un punto sono in disaccordo: al netto del periodo di crisi in cui i finanziamenti scarseggiano, perché il vostro crowd funding non può essere affiancato da altri tipi di donazioni (pubbliche o private)? Per realizzare quanto avete in mente serve un grande sforzo e non trovo corretto precludersi a priori questa possibilità. Se bisogna creare una rete, lo si può fare anche enti, istituti, organizzazioni che elargiscono contributi. È un supporto in più, al quale non per forza bisogna rinunciare.

    Rispondi
    1. xho

      Ciao Edoardo.
      Dico subito che hai ragione, ma ti spiego perché invece stiamo agendo diversamente.

      Tutta l’operazione è un esperimento, “una proposta anticiclica per eccellenza”, che nasce da mesi di discussioni, anche pubbliche.
      Per esempio guarda al “Poscritto terremotato” in questo articolo su Giap (il blog degli scrittori Wu Ming). O leggi le prime righe di quest’altro, in cui era presentato il crowd funding.

      Sin dall’inizio abbiamo cercato di problematizzare la funzione partecipativa e comunitaria all’interno di una progettualità condivisa.
      Per questo, il tentativo di farlo tutto dal basso è parte integrante del progetto, che non si limita al solo festival.

      Tuttavia noi il festival lo vogliamo fare.
      Siamo coscienti che potrebbe non essere finanziariamente sufficiente la raccolta fondi basata sul solo supporto popolare dei donatori.
      Per questo è possibile che, qualora questo esperimento dovesse fallire, ricorreremo a enti, istituzioni, associazioni o anche privati (il cui interesse, in realtà, si è già palesato) per realizzare il convegno.
      Anche se questo dovesse costringerci a cambiare un po’ i piani, per esempio cambiarne le date, la durata e i luoghi.
      Ma non accetteremmo mai che uno di questi finanziatori imponesse le sue scelte e deteriorasse il cuore del progetto, che è discutere in maniera comparata – e con stile – di calcio e altro. E di altro attraverso il calcio.
      C_

      Rispondi
    2. johngrady

      Ciao Edoardo,
      aggiungo una piccola nota “tecnica” sul discorso enti, istituti, organizzazioni che elargiscono contributi.
      Solitamente le scadenze per la presentazione di domande di contributi sono fissate con un grosso anticipo. Ti faccio l’esempio della mia realtà (Sardegna): scadenza presentazione di richiesta fondi per il 2012 fissata al 30/10/2011.
      Non parliamo poi di criteri attributivi che prevedono un determinato curriculum dell’associazione richiedente.
      Aggiungo che, purtroppo, non tutte le amministrazioni o enti agiscono in maniera tale da salvaguardare le progettualità: spesso le delibere arrivano ad agosto, con l’obbligo di spendere i fondi per l’anno in corso. Impossibile, come alcuni casi sui quali torneremo nei prossimi giorni dimostrano, lavorare serenamente.
      Il nostro progetto sta partendo, e parte in un certo modo. Tutto quello che arriverà in futuro, e che potrà anche essere un tipo di finanziamento come quello che tu proponi, andrà valutato secondo i criteri che indicava Xho nel commento precedente.

      Rispondi
  4. edoardo

    “Ma non accetteremmo mai che uno di questi finanziatori imponesse le sue scelte e deteriorasse il cuore del progetto, [...]”
    Vi ho finanziato proprio per questo!

    L’accettare un compromesso di una sponsorizzazione è un problema che, anche a livello più personale, attanaglia me e, credo, tutti gli appassionati di qualcosa, non solo di calcio.

    Rispondi
  5. Antonio

    letto solo poche righe… seguendo un link da un posto che amo (kc1927), ora provo a capire come donare…in bocca al lupo

    Rispondi
    1. xho

      Grazie, e speriamo di farcela.
      E leggi anche il resto: questo blog è ricco di interventi interessanti di tanti autori, alcuni noti, alcuni meno, tutti bravi.

      C_

      Rispondi
  6. xavier

    Ciao,
    volevo fare una donazione, ma dopo aver superato la trafila per iscrivermi a Eppela mi sono trovato di fronte a PayPal.. Du pal mi verrebbe da dire…
    Non è possibile avere un numero di c/c per fare un semplice bonifico on-line?
    Grazie e buon lavoro
    Saverio

    Rispondi
    1. viviana

      mi associo a xavier: fermo restando il finanziamento “dal basso”, credo che sarebbe utile aggiungere una modalità di pagamento semplice come il bonifico, oltre paypal.
      Mi rendo conto che questo vuol dire probabilmente dover gestire un secondo filone extra-eppela e quindi una complicazione, ma credo e spero ne varrebbe la pena

      Rispondi
  7. Anita

    Sono una delle sostenitrici del progetto, non ho potuto contribuire con una grossa cifra, ma quel che potevo, l’ho dato. Io quei soldi, nel caso non doveste arrivare alla soglia dei 20.000, non li voglio indietro. Ormai ho deciso di darveli e ve li dovete prendere. Leggevo su Facebook che pensate comunque di fare un evento, anche se ridotto. Ecco, io vorrei poter dare i miei soldi almeno per quello. Ce lo date un numero di conto corrente?

    Rispondi
    1. xho

      Ciao Anita.
      Grazie davvero per le belle parole e per il supporto.

      Purtroppo il crowd funding è lontano dal traguardo e senza quella cifra non potremo mantenere il programma iniziale.
      Senza contare che quel denaro sarebbe stato utile anche per coprire le spese che già sosteniamo per tenere in piedi questo blog e organizzare le iniziative.

      Durante la settimana spiegheremo il piano B, che prevede di cominciare con un evento più piccolo. Seppure ridotto, il convegno avrà dei costi, e ogni aiuto è benvenuto.
      Annunceremo qui e sui social network come sarà possibile supportare il progetto.

      Grazie ancora,
      C_

      Rispondi

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