Monthly Archives: June 2012

Balotelli, LeBron e gli stereotipi razzisti della Gazzetta

Nel 2008 la fotografa di fama internazionale Annie Leibovitz realizzò una copertina di Vogue con il campione di basket LeBron James e la supermodella Gisele Bündchen. Molti criticarono l’immagine, poiché sembrava “perpetuare stereotipi razziali“; si citò una “generica somiglianza” con famose scene del film King Kong tra il gorilla e Fay Wray. E presto si rilevò un’”incredibile somiglianza” con un manifesto americano di propaganda per la prima guerra mondiale (molto differente, naturalmente, sia rispetto al film che al manifesto è la posa sorridente e slanciata di Bündchen). Ecco confrontati la copertina e il manifesto:

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L’Europeo visto da lontano
Italia-Inghilterra

[Per l'ultima dei quarti, una nuova cronaca anticipata di Luca aka Wu Ming 3]

foto di Terry, Hart, Milner mentre raggiungono lo stadio

Terry, Hart, Milner mentre raggiungono lo stadio

Italia-Inghilterra

La grossa novità nel campo inglese era che allo stadio avrebbero portato la Thatcher. Dentro un sarcofago di vetro, stile Lenin, ma più vivace perché lei l’avevano messa in poltrona e ogni tanto tirava pure delle borsettate verso i  bodyguard, che però colpivano le pareti della teca. Pare che l’ideona fosse stata di Cameron e Boris Johnson, per dare allegria e stimoli alla squadra. Il saggio Roy aveva gradito un bel po’, e interrogato dai giornalisti italiani con il suo inconfondibile accento, in impermeabile e pipa, aveva commentato: – Una cazzata davvero graziosa. – Continua la lettura

Eurovisioni – In sostituzione di film cecoslovacco (ma con sottotitoli in tedesco)

[Dedicato a tutti coloro che si perderanno Italia vs Inghilterra perchè costretti a vedere un film al cinema. Ricordate: Fútbologia lotta al vostro fianco perchè non si ripetano simili soprusi]

Il ricordo si ricompone lentamente per frammenti sonori. La voce dell’annunciatrice, il saluto del telecronista. La nostra marcetta ammiccante e la loro avvolgente solennità. Il fischio dell’arbitro e l’inizio arrembante, come non avresti mai immaginato di vederne in tutta la tua vita. Se loro erano i leoni, noi quella sera sembravamo tigri. Ricerchi i fotogrammi nella tua memoria, ma non li ritrovi. Bagliori sommersi dal buio di una città fantasma. Pensi alla formazione e la ricomponi a tratti, a fatica. Con l’aiuto di una frequenza disturbata. La più bella partita mai giocata tra Italia e Inghilterra tu proprio non te la ricordi. Eppure dovevi vederla. Ma al suo posto è cominciato quel film. Continua la lettura

L’Europeo visto da lontano
Germania-Grecia

[Plot thickens: una nuova puntata delle cronache anticipate di Euro 2012 di Luca aka Wu Ming 3]

foto di Badstuber e Mertesacker

Badstuber e Mertesacker

Germania – Grecia

Che pochezza. Che totale assenza di fantasia. Che due coglioni.
E già, il bund, lo spread, la Merkel, la dracma. Il rigore. Il calcio metafora, il calcio diplomazia, il calcio arte della sopravvivenza. E il calcio nei maroni no? Madonna, c’era da tagliarsi le vene.

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Vedo il tempo nella foto: Luis Enrique, Mourinho, Guardiola back in the days

Qualche settimana fa, come spesso accade da quando lavoro come social media manager, stavo surfando (ehm) a grande velocità tra Facebook, Google+ e Twitter, quando, proprio su quest’ultimo, mi sono imbattuto nella fotografia che potete trovare qui sopra.

Tre uomini – vestiti con abbigliamento sportivo che definire vintage potrebbe essere azzardato e vecchio mi farebbe sentire tutto insieme il peso degli anni sul groppone, e che quindi mi limiterò a descrivere come demodé – camminano lungo una strada di cemento che sembra bagnata dalla pioggia. Quello più a sinistra dell’inquadratura guarda fisso davanti a sé, mentre quello al centro e quello a destra, come assorti nei loro pensieri, hanno lo sguardo fisso a terra. Continua la lettura

Il maledetto United di David Peace

di abo

Siamo alla fine degli anni ’60, e Brian Clough, football genius con un gloriosa carriera alle spalle (274 gol in 251 partite vestendo le maglie di Middlesbrough e Sunderland, ma con due sole presenze con quella della nazionale), si è riciclato come allenatore dopo che un brutto infortunio lo ha costretto ad abbandonare il calcio giocato.
Ora, scordatevi fin da subito l’agiografia: brusco, sboccato, capace di rendere le conferenze stampa inni al politicamente scorretto (celebre il “Cheating, fucking Italian bastards” con cui definì la Juventus dopo una semifinale di Coppa dei Campioni persa contro i bianconeri dal suo Derby County), Cloughie merita un posto d’onore nella galleria di bad boys che tanto affascinano il tifo britannico, siano essi made in England, come Gascoigne e Ince, o importati come Best, Roy Keane, Cantona, Di Canio e Balotelli. Continua la lettura

L’Europeo visto da lontano
Repubblica Ceca-Portogallo (?)

[Una nuova puntata delle cronache anticipate di Luca aka Wu Ming 3, ma con il punto interrogativo]

foto The man behind

The man behind

Repubblica Ceca-Portogallo (?)

Va bene il calcio. Va bene tutto. Ok, sì i lusitani, CR7 e quanto ce l’ha lungo, e a quanto va al chilo, sì, faccia due etti. D’accordo, i quarti di finale, sì, niente in contrario, ovvio. Però c’erano cose che non potevano essere taciute oltre.  Cose grosse, manovre torbide.

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China Soccer Files

Il ragazzino è un po’ sovrappeso. Mi ricordo quando a me infilavano il giubbettino antiproiettile. Nel mio passato ho un Vujadin Boskov che mi disse un giorno: devi perdere sei chili. Un paio di vite fa, forse tre.
Questo, gira per il campo, un po’ spaesato. Gli arriva una palla, bassa, innocua, si gira dall’altra parte. Ho accanto a me un ragazzo della scuola calcio e gli dico che, vedi che a quello bisogna fare i pantaloncini con le tasche, come il mitico Nicola Caccia.
foto di Maradona con bimbi in Cina Continua la lettura

Sforbiciate di Fabrizio Gabrielli

Cos’è una sforbiciata?

Prima di tutto è un gesto tecnico e atletico del gioco del calcio. È un colpo aereo durante il quale il giocatore colpisce la palla incrociando le gambe (come, appunto, si incrociano le lame di una forbice) con il corpo parallelo al terreno. Spesso la sforbiciata viene a torto confusa con la rovesciata, ma si tratta di due concetti e gesti infine distinti.

La rovesciata è un salto nel buio, un esercizio di coordinazione privo di coordinate e affidato al caso: sia Continua la lettura

Offside di Jafar Panahi

Che palle il cinema iraniano. Dev’essere stato più o meno questo il pensiero che ha condotto la distribuzione italiana di Offside a tenere questo film in un cassetto per cinque anni, fino a quando il regista Jafar Panahi, finendo precipitato in fondo a una galera di Teheran, non è riuscito a suscitare le lacrime di Juliette Binoche (lacrime che, cadendo, dovevano suonare come monete tintinnanti alle orecchie dei distributori italiani). Ed è un gran peccato.

Offside è un film che parla del più grande evento calcistico accaduto in Iran dalla fine del vecchio millennio, ovvero la qualificazione della squadra al Mondiale del 2006. Continua la lettura

Stadio Italia – I Conflitti del Calcio Moderno

di Zeropregi

Ho deciso di leggere Stadio – Italia, i Conflitti del Calcio Moderno proprio ora che sto per andare in vacanza. E’ una estate atipica questa, nessuna fretta che cominci il campionato, anzi. Dopo 30 anni di stadio, di cui gli ultimi 20 e più fatti quasi sempre con l’abbonamento in tasca, quest’ anno [2010, ndr] partirò per il mare senza quella “sicurezza”. Non ho rinnovato, non ho aderito alla Tessera del Tifoso [TdT 1, 2, 3].

Proprio per questo motivo non avevo neanche voglia di leggere sto libro, nonostante conosca un paio di coloro che hanno contribuito alla stesura (in tutto sono almeno una decina) e non avevo assolutamente voglia di leggere di calcio, ultras, stadi, repressione, etc etc… Ho la nausea. Continua la lettura

Lineamenti di fútbologia applicata a uso di persone colte e sfaccendati

[Riceviamo e pubblichiamo con grandissimo piacere questo pezzo di Andrea Aloi, fondatore di Cuore, ex direttore del Guerin Sportivo, autore di Do di piede]

Un’autentica discussione calcistica d’impianto fútbologico da tenersi al bar davanti a un tavolino in fòrmica verde chiaro, non può né deve innescarsi documenti “alla mano” ma solo basandosi sulla memoria, su ciò che a memoria conosciamo. Ed ha come combustibile un’urgenza dettata dall’appartenere (il tifo migliore) o da pura necessità intellettuale (la scintilla scatta soprattutto in maschi ben carburati da apposite bevande, tra cui si segnalano il rosso della casa, la famosa grappa marca “Qualsiasi Basta Che Ce Ne Metti” e l’Amaro del Carabiniere. Per i bambini astanti è indicata la spuma ginger, che dà un po’ tono e alza l’età).

A memoria. “Par coeur” dicono i francesi, la cui nazionale di football da non poco tempo ci molesta e massimamente ha stressato le nostre parti intime quando allenatore dei Bleus era Raymond Domenech, ex giocatore diventato finalmente, con l’età matura, quel fior di cazzone rimbambito dall’astrologia che l’età verde – quando indossava baffoni alla Groucho Marx ed era la copia anastatica di Graeme Souness – lasciava appena intravedere (vedi foto, spesso nel mondo pelotero le somiglianze sono cruciali avvertimenti del destino). I Bleus: quelli “glocal” multicolori del 1998, con Blanc – l’attuale coach francese – che baciava la cuticagna di Barthez e Continua la lettura

SHUT UP – eccedere alla fine dei tempi

[Riceviamo e pubblichiamo - da UiP47]

Kali

Premessa: Ho sempre amato Balotelli, dal primo momento in cui lo vidi. Vidi in lui qualcosa di diverso, qualcosa che spiccava, che eccedeva. Il suo modo di sorridere e di ridere, i suoi occhi in quel momento, qualcosa che ti fa dire: non è “come tutti gli altri”. È “diverso”. Purtroppo moltissimi altri hanno creduto di vedere questa diversità  altrove, e non sta altrettanto simpatico a moltissima gente. Anche a moltissima gente che mai farebbe un discorso razzista. Ho scritto quanto segue a mo’ di preghiera a Balotelli, dopo la seconda partita dell’Italia agli europei, non per una sua pubblicazione. Dopo la triste scena di ieri sera, cioè dopo lo schifo della telecronaca italiana RAI, che tifava palesemente contro un giocatore della stessa Italia, e dopo che Repubblica titola questo pezzo “Balotelli, le smorfie e poi il sorriso” invece di “Balotelli censurato ancora dai compagni bigotti”, ma soprattutto dopo che la prima parte della mia preghiera è stata così splendidamente esaudita, ne propongo la lettura, ma resto dubbioso sulla sua pubblicazione.

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Biscotto e Complotto (Perché Banderas al Mulino Bianco?)

[A quelli che temono i tarallucci senza vino di Spagna-Croazia; a quelli che cercano chi ha lasciato il dito nella marmellata o ha le mani in pasta, e quindi non credono che sia una semplice coincidenza il recente colpo di mano all'italiano Mulino Bianco dello spagnolo Antonio Banderas, mi permetto di consigliare due articoli su Repubblica: il primo rigidamente informativo, il secondo distesamente commentante. L'Amaca di Michele Serra non convince in toto ma la conclusione è da meditare: "È un calcio che da quattro giorni non riesce a parlare d’altro che di un fantomatico 'biscotto' ai propri danni: perché è tipico degli immorali essere anche vittimisti: la colpa è sempre di qualcun altro."
A tutti gli altri propongo, invece e modestamente, il pezzo qui sotto.]

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